Trattamento non Farmacologico - Mauro Colangelo

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Trattamento non Farmacologico

Patologie > Cefalea

In modo particolare nella cefalea di tipo tensivo, ma anche nell’emicrania, si ricorre  largamente a trattamenti adiuvanti non-farmacologici; nella nevralgia del trigemino, invece, il trattamento chirurgico trova indicazione sussidiaria alla terapia medica. Di seguito viene esposta una breve rassegna di queste modalità di approccio terapeutico.

·        Training di rilassamento:
E’ rappresentata dalle tecniche di rilassamento pisco-fisiologico secondo il metodo originario del Neurologo tedesco Heinrich Schultz. Il  metodo viene utilizzato anche in altri ambiti clinici per il controllo dello stress, nella gestione delle emozioni e nelle patologie con base psicosomatica. La tecnica consiste nell’indurre volontariamente uno stato psico-fisiologico corporeo di calma che produce una risposta somatica coerente attraverso un riflesso di auto-percezione; è quindi un processo che si auto-determina (autogeno, appunto) che parte dal soma per arrivare alla psiche e per ritornare al soma. Gli effetti che si producono con un adeguato  training (che significa allenamento) hanno carattere di stabilità e costanza nel tempo e sono pertanto rilevabili con mezzi obiettivi; ciò dimostra che non si tratti di suggestione,  essendo legati ad una modifica stabile a livello neurofisiologico Conseguenza del training è di fatto la diversa risposta emozionale che il soggetto riesce ad avere rispetto ad un evento di natura stressante; per cui fine ultimo dell’allenamento è di realizzare una modifica reale e non immaginaria nel complesso assetto alla base della risposta emozionale.

·        EMG biofeedback training
Il biofeedback è un mezzo di trattamento cognitivo finalizzato ad informare il paziente di un problema riguardante una funzione del suo organismo che di norma è al di fuori del dominio della sua coscienza. Il soggetto affetto da cefalea di tipo tensivo infatti non è consapevole del grado di rilassamento o di contrazione dei muscoli coinvolti nella patogenesi del dolore. Il biofeedback elettromiografico consiste nell’applicare sulle strutture muscolari risultate clinicamente coinvolte da una condizione dolorosa (per es. i muscoli masseteri) una coppia di elettrodi che registrano l’attività miografica ed inviano al paziente un segnale di ritorno acustico e visivo (feedback)  proporzionale al livello di attività contrattile. In tal modo, se nel contempo il soggetto utilizza una tecnica di rilassamento, egli ne può verificare real time l’efficacia col suo controllo soggettivo, perché proverà a rilassarsi ulteriormente fino a quando i segnali luminosi dei led e quelli acustici (bip-bip) scompaiano del tutto.  

·        Terapia cognitivo-comportamentale
Questo approccio psico-terapeutico, basato  sulla teoria che i disturbi emotivi e comportamentali siano originati da distorsioni cognitive e della rappresentazione soggettiva della realtà, si prefigge di conseguire la  risoluzione dei problemi psicologici concreti, modificando la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona mette in atto in tali circostanze. Il cambiamento dei contenuti e dei processi cognitivi problematici si ottiene mediante numerosi e variegati metodi d’intervento  (discussione e riformulazione delle convinzioni disfunzionali del paziente, apprendimento di nuove modalità di risposta, esposizione graduale alle situazioni temute, etc.) che combinano quindi due differenti forme di psico-terapia, quella cognitiva e quella comportamentale. In parole semplici, come frutto di una stretta collaborazione fra paziente e terapeuta si individuano quei pensieri ricorrenti e quelle interpretazioni della realtà associati ad un vissuto emozionale estremamente problematico e si cerca di sviluppare strategie che mirano allo loro correzione, integrandoli con altri pensieri più realistici, così da indirizzare gradualmente il soggetto alla risoluzione dei propri problemi.

·        Altre terapie alleate
- TENS :
e’ l’acronimo delle parole inglesi Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation ed indica una delle modalità di trattamento fisico delle cefalee più ampiamente adoperato. Il suo uso si basa sulla teoria del “gate control of pain” secondo la quale stimoli al di sotto della soglia del dolore chiudono “il cancello” a stimoli dolorosi che sono  pertanto  soppressi in quanto viene impedito alla sensazione dolorifica di pervenire nel Sistema Nervoso Centrale. Dal punto di vista neurofisiologico il meccanismo consiste in una competizione di segnale con blocco fra gli stimoli meccanici, che viaggiano su fibre grosse mielinizzate ed a velocità di conduzione alta, e gli stimoli dolorifici convogliati invece da fibre demielinizzante a più lenta conduzione. Il TENS consiste nell’applicare elettrodi a placca su una area dolente, per esempio la regione cervicale,  su cui produce stimoli elettrici di differente configurazione (frequenza variabile fra 70 e 100 Hz ed intensità fra 10 e 30 mA) che causano sensazioni di formicolio (parestesia). Il TENS, determinando un incremento dei livelli ematici di endorfine, innalza la soglia del dolore.
-  LASER-TERAPIA:
L’utilizzo delle radiazioni Laser per il trattamento di dolori a carico di strutture muscolo-scheletriche è alquanto controverso, ma vengono riportati effetti benefici specialmente se adoperato su punti trigger in combinazione con iniezioni di sostanze anestetiche (procaina, lidocaina senza norepinefrina o bupivacaina).
-  APPLICAZIONE DI CALDO O FREDDO:
E’ indicata in situazioni acute con spasmo dei muscoli cranio-facciali e dolore di tipo trafittivo. Può essere attuata con l’utilizzo di uno spray di cloruro di etile o fluoro-metano. Se è coinvolta l’area cervicale, si applica una sorgente di caldo (umido o secco) per almeno 15 – 20 minuti, 1 – 2 volte al giorno, con paziente disteso e rilassato,  accompagnando l’azione dell’agente fisico con una pressione digitale sui punti dolenti e stretching del muscolo coinvolto, ad esempio il trapezio o lo sterno-cleido-mastoideo.
-  ESERCIZIO FISICO:
Esiste una gran serie di esercizi specifici per alleviare la dolenzia legata alla contrattura di determinati gruppi muscolari e/o a vizio di postura. Ad esempio, la postura del collo è di frequente alterata per una erronea contrattura dei muscoli cervicali la cui funzione fisiologica è di controbilanciare la forza di gravità che tenderebbe a far piegare la testa in avanti seguendo il suo naturale baricentro. Ciò è particolarmente esasperato in taluni soggetti che, per effetto dello stress, tendono ad irrigidire i muscoli erectores capitis per cui di conseguenza la lordosi cervicale è persa o invertita.  Il soggetto viene pertanto istruito ad effettuare esercizi di movimento e di postura molte volte al giorno relativamente all’area muscolare coinvolta.

 
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