Pseudodemenza depressiva - Mauro Colangelo

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Pseudodemenza depressiva

Patologie > Demenze


Nelle fasi iniziali della demenza, come è stato detto, si osservano costantemente sintomi depressivi; ma è altrettanto ben noto come l’alterazione del tono dell’umore comprometta le capacità cognitive del paziente. Infatti, nel DSM, nella stessa definizione di episodio depressivo maggiore, sono riportati tra i criteri: il rallentamento psicomotorio e la ridotta capacità di concentrarsi. Pertanto, ogni qualvolta si valuta un quadro di tipo demenziale o un deterioramento cognitivo di lieve entità in un soggetto anziano,  è essenziale porre una diagnosi differenziale con gli  episodi depressivi, per escludere che le alterazioni delle funzioni cognitive possano essere secondarie ad una depressione. Al riguardo, giova una attenta ricerca nell’anamnesi remota di eventuali antecedenti di una condizione depressiva. Nel paziente affetto da pseudo-demenza depressiva, una accurata osservazione clinica integrata dai test specifici della valutazione neuropsicologica metterà in evidenza solo una minore capacità attentiva ed un ridotto potere di concentrazione, con un quadro cognitivo in sostanza lievemente deteriorato. Va comunque sottolineato che circa il 50% di questi pazienti sviluppa una demenza irreversibile nell’arco di 5 anni.


 
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