Lombalgia da cause muscolari - Mauro Colangelo

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Lombalgia da cause muscolari

Patologie > Mal di schiena

• Forma acuta


Questo tipo di lombalgia può essere causata da uno stiramento o da uno strappo muscolare, eventi di gravità crescente che possono verificarsi sollevando un peso o attuando una torsione improvvisa del busto senza un adeguato riscaldamento; essi sono ancor più facilitati se coesiste uno o più fattori predisponenti come debolezza dei muscoli addominali e paravertebrali, fumo, obesità, disturbi del sonno e cattiva postura.

Lo stiramento muscolare consiste in un eccessivo allungamento delle fibre che costituiscono il muscolo e che può dar luogo in qualche punto anche alla formazione di lacerazioni parziali con minimi stravasi ematici. Lo stiramento può essere provocato da una brusca distorsione dell’asse muscolo-scheletrico o da una caduta o da un impatto traumatico sulla regione lombare.

Lo strappo, invece, consiste in una vera e propria soluzione di continuità della struttura muscolare e generalmente consegue a una contrazione violenta o a un sovraccarico eccessivo della parte bassa della schiena che determini un’abnorme trazione sulle fasce muscolari. Si distinguono tre gradi di strappo in dipendenza dell’entità di rottura delle fibre muscolari e dell’estensione dell’area coinvolta. Lo strappo di primo grado è quello più lieve e interessa solo poche fibre; nello strappo di secondo grado in genere è presente anche un piccolo stravaso ematico nei fascicoli muscolari, che è di maggiore entità in quello di terzo grado che è clinicamente contraddistinto da un’intensa sintomatologia dolorosa e da impotenza funzionale.

La contrattura è l’effetto che consegue sia allo stiramento quanto allo strappo e consiste in una reazione di difesa del muscolo attraverso una contrazione “tetanica” ossia un irrigidimento che supera le possibilità di decontrazione intrinseche alla sua natura contrattile. La contrattura è finalistica in quanto, imponendo alla colonna una posizione obbligata - che si definisce proprio per questo antalgica- impedisce che i movimenti possano infliggere dolore al muscolo traumatizzato. La contrattura tuttavia supera la finalità difensiva per la quale è sorta e diviene essa stessa algogena ossia causa di dolore perché il muscolo contratto, determinando una vasocostrizione protratta sui vasi sanguigni, impedisce un normale apporto di ossigeno con conseguente ipossia che è responsabile dell’accumulo di sostanze algogene. S’instaura così un circolo vizioso per il quale la contrattura stessa determina il mantenimento della sintomatologia dolorosa. Sotto il profilo clinico, in conseguenza di uno stiramento si avverte un dolore acuto localizzato esclusivamente nella parte bassa della schiena e nei glutei e mai irradiato a distanza, ossia né agli arti inferiori né alla porzione superiore della schiena. Se il soggetto è colpito da uno strappo, il dolore è tanto più intenso quanto maggiore è il numero di fibre coinvolte; come effetto immediato si determina immediatamente l’impossibilità di flettere o inclinare di lato la colonna.

• Forma cronica

Mentre la lombalgia acuta da causa muscolare è generalmente di natura traumatica, la forma cronica, nella più parte dei casi, è ascrivibile a una postura scorretta. La postura è la posizione che il nostro corpo occupa nello spazio grazie al tono e al pre-tensionamento dei muscoli statici che si oppongono alla forza di gravità e che per questo sono anche detti muscoli anti-gravitari. Allo scopo di garantire la funzione posturale, questi muscoli sono sottoposti a un’attività contrattile continua e prolungata. Una postura si può definire corretta se consente di conservare le curve fisiologiche della colonna, ossia la lordosi cervicale e lombare e la cifosi dorsale; una postura scorretta, alterando le curve della colonna, implica un utilizzo improprio dei muscoli stabilizzatori e da luogo alla formazione di catene muscolari di compenso. Questa condizione è associata ad una eccessiva sollecitazione dei muscoli lombari posteriori e particolarmente dei muscoli multifidi, ossia quelli che decorrono dall'alto verso il basso lungo la parte posteriore della colonna vertebrale e che sono importanti per mantenerla dritta; la protratta retrazione tonica di questi muscoli è ritenuta responsabile del dolore lombare cronico con un meccanismo analogo a quello della contrattura.

 
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