Lombagia non meccanica - Mauro Colangelo

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Lombagia non meccanica

Patologie > Mal di schiena

Nel capitolo precedente si è detto che nel 90% dei casi circa la lombalgia ha un’origine meccanica essendo originata da stimolazione delle terminazioni algo-sensitive localizzate nella colonna o nelle strutture viciniori. Esiste anche, in una minoranza di casi, una lombalgia non meccanica che è dovuta a tumori, ad infiammazioni - come la spondiloartrite o la spondilodiscite – o che è legata a patologia degli organi interni (ad esempio: colica biliare, calcoli renali, infezioni renali e aneurisma aortico). La lombalgia può far parte del corteo sintomatologico di patologie sistemiche più complesse, come accade nella fibromialgia, sebbene in questo caso si distingua per la peculiarità della distribuzione migrante e pressoché ubiquitaria del dolore ( spalle, cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce) e per la costante associazione con disturbi dell'umore, del sonno, e con una condizione cronica di affaticamento. Inoltre, in corso di gravidanza, in genere verso il quinto mese, compare una lombalgia che si manifesta con un dolore piuttosto intenso che tende ad irradiarsi dalla regione lombare agli arti inferiori, alla zona delle scapole o alle ossa del bacino e che si intensifica gradualmente con l’avanzare della gestazione. Il mal di schiena, per ultimo, può essere attribuibile anche a fattori psicologici, può cioè costituire un disturbo somatoforme, ossia essere l’espressione somatizzata dello stress. La conversione somatica del disagio psicologico (ansia e/o depressione) avverrebbe attraverso la protratta tensione nei muscoli di sostegno della colonna vertebrale, che si instaura quando si riceve uno stimolo di rilevanza psico-sociale idoneo a generare lo stress (postura istintiva di allarme). La tensione della muscolatura e dei legamenti altera la postura e genera un dolore nella schiena, che si blocca per interrompere proprio quei comportamenti che a lungo andare potrebbero danneggiare ulteriormente la nostra salute, perché ci obbligano a uno stile di vita che il corpo “legge” come nocivo.


A conclusione di questo excursus emerge che la lombalgia presenta diverse forme sotto il profilo clinico, etiologico e patogenetico ma nella sua sostanza rappresenta unitariamente un’informazione che la colonna vertebrale invia per denunciare uno stato non più ottimale nelle proprietà biomeccaniche delle sue strutture. Poiché ciò si traduce in una sua maggiore vulnerabilità che potrebbe mettere a repentaglio le sue importantissime funzioni (sostegno del tronco, mobilità degli arti, protezione del midollo,….), quando commettiamo l’errore di sottoporci a sforzi eccessivi, abusando delle nostre energie, interviene la reazione di difesa costituita dalla contrattura antalgica, che l’organismo mette in atto finalisticamente per arginare i possibili danni a carico della colonna.

 
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