Idrocefalo normoteso - Mauro Colangelo

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Idrocefalo normoteso

Patologie > Demenze


Nel luglio 1965  Salomon Hakim, un giovane neurochirurgo colombiano, descrisse alcuni malati di demenza affetti da idrocefalo nei quali pose in correlazione la sindrome neurologica che essi presentavano, denotata da difficoltà progressiva nella deambulazione, alterazione delle funzioni mentali e incontinenza urinaria, con il quadro di dilatazione dei loro ventricoli cerebrali. Gli studi successivi hanno evidenziato che si tratta di  idrocefalo  comunicante, in cui la  lt pressione intracranica  è solo lievemente elevata, malgrado il notevole accumulo di  liquido cefalorachidiano. Per questa la ragione l’idrocefalo dell’anziano, accompagnato da quella caratteristica triade sintomatologica, viene definito  "normoteso". E’ una condizione patologica che colpisce prevalentemente il sesso maschile e, il più delle volte, tende ad essere primitiva; tra i fattori causali più invocati vi sono traumi, meningite ed emorragia sub-aracnoidea,  in ragione del fatto che il meccanismo patogenetico, sebbene non ancora definitivamente chiarito, si suppone legato ad un deficit di riassorbimento del liquido cerebrospinale da parte delle granulazioni del Pacchioni.
Caratteristici sono i disturbi del cammino, che rappresentano il segno più costante della sindrome; tale difficoltà è stata descritta come se il paziente sentisse i piedi incollati al terreno. Generalmente si tratta di una forma di atassia costituita da una marcia esitante a larga base d’impianto. Altro sintomo cardinale per la diagnosi è costituito dalla incontinenza urinaria, precoce ed abbastanza severa. Il paziente lamenta una urgenza minzionale che lo costringe a raggiungere il bagno velocemente, tentativo che spesso può fallire viste le difficoltà motorie. La demenza è invece relativamente lieve, non è precoce ed è contraddistinta da prevalenza dei deficit mnesici, rallentamento ideativo e fatuità del pensiero. Generalmente il danno delle funzioni cognitive è di entità fluttuante da un giorno con l'altro e nell’insieme è molto meno severo che nella demenza di Alzheimer; le abilità verbali sono conservate.
A conclusione di questo excursus sulla demenza, emerge che i sintomi di esordio che impongono di avviare un iter diagnostico o quanto meno un iniziale test di screening sono rappresentati da una difficoltà progressiva ad imparare nuove informazioni, a ricordare recenti conversazioni, eventi e appuntamenti, ad eseguire compiti complessi che richiedono numerose azioni, a mostrarsi stranamente poco riguardoso delle regole sociali di comportamento, a perdersi anche in luoghi che gli sono familiari, a trovare le parole che esprimano ciò che vuole comunicare, ad essere più irritabile e sospettoso del solito, a  riconoscere i volti familiari (prosopoagnosia).


 
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