Generalità - Mauro Colangelo

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Generalità

Patologie > Cefalea

Pochi disturbi confondono e rendono perplesso il medico di più delle condizioni dolorose localizzate al capo ed al collo che ricadono, in ragione  della complessità delle strutture coinvolte, sotto la competenza di molti specialisti. Il paziente affetto da cefalea e che vive quotidianamente questo problema percorre spesso un iter obbligato che inizia dal Medico di famiglia e successivamente passa attraverso Oculista, Dentista, Otorinolaringoiatra, Neurologo o Neurochirurgo, Psichiatra e, se di sesso femminile, Ginecologo, nell'intento di pervenire ad una diagnosi di questo disturbo che, particolarmente se iniziato di recente, lo induce a nutrire il sinistro sospetto che possa originare da un tumore del cervello. Alla base delle discordanti diagnosi effettuate dai molteplici specialisti che indagano sulla natura di una sindrome dolorosa del capo vi è la tendenza a sovrastimare taluni elementi. In modo particolare, va valutata nella giusta dimensione l'occorrenza di stress psicologico, allergie alimentari, effetto di farmaci e di ormoni e di eventuali traumi del capo o del collo  contestualmente soffermandosi sulla valutazione integrata della fisiopatologia dei fattori locali (costituiti dalle strutture implicate quali i nervi, i muscoli, le ossa, il cervello)  con i fattori sistemici (neurologici, vascolari, ormonali, psicologici) cui sono funzionalmente interconnessi. Alla mancanza di una visione unitaria sull’eziologia e sulla patogenesi, nel senso che molteplici elementi causali possono coesistere nello stesso paziente e uno stesso fattore etiologico può dar luogo a manifestazioni   diverse in altri soggetti, è legata anche la problematica della classificazione delle cefalee che trova difficoltà persino semantiche nella definizione e descrizione delle sindromi dolorose del capo. 

Il fenomeno clinico delle cefalee costituisce un rilevante problema per la Società se si considera che oltre l’80% dell’umanità, almeno una volta nella vita, lo ha sperimentato  e che l'emicrania, da cui è affetto un numero di individui che va dal 12% al 28% della popolazione mondiale (da noi ne soffrirebbe 1  Italiano su 5), per i suoi aspetti talora fortemente invalidanti implica notevoli costi non solo sotto il profilo medico ma anche lavorativo in quanto causa una significativa perdita di produttività. Anche in ragione di ciò, nel corso delle ultime tre decadi, il campo delle cefalee è stato enormemente approfondito e ciò ha consentito, sulla base di evidenze scientifiche solide, di pervenire all’acquisizione di nuovi meccanismi patogenetici e di progredire nella ricerca farmacologica. Di conseguenza si dispone oggi di opzioni terapeutiche di efficacia sempre maggiore che devono il loro successo anche al fatto di essere sempre più correttamente indirizzate sui molteplici fattori della patogenesi delle cefalee. 
 
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