Definizione - Mauro Colangelo

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Definizione

Patologie > Mal di schiena

La lombalgia indica un dolore nella regione lombare della schiena che duri almeno un giorno. La manifestazione acuta è anche designata con il termine popolare e molto suggestivo di colpo della strega, per enfatizzare l’insorgenza subitanea ed il carattere lancinante del dolore. La denominazione anglo-sassone di “low back pain” è divenuto negli ultimi anni di uso frequente anche nella corrente terminologia medica italiana. In relazione alla sua durata, la lombalgia si classifica come acuta, sub-cronica o cronica a seconda che persista per un mese, per tre mesi o oltre. Allorquando sia stato evidenziato il meccanismo patogenetico che l’ha prodotta, la lombalgia può essere poi classificata come meccanica o non meccanica.


Background storico:

Il mal di schiena è forse uno dei primi malanni dell’uomo di cui esista traccia nelle più antiche fonti documentali. Nel famoso papiro Smith (scoperto nel 1862 dall’egittologo Edwin Smith, papiro propriamente di argomento chirurgico scritto sul finire del Medio Regno e risalente al 1500 a. C.) vengono repertate immagini che potrebbero verosimilmente rappresentare un primitivo trattamento di tipo chirurgico del dolore lombare attribuito al sommo sacerdote Imothep, visir e capo dei medici del faraone Zoser della III dinastia. La prima vera descrizione clinica della lombalgia è quella che si rinviene nel Corpus Hippocraticum, così denominato dal nome del suo Autore, il greco Ippocrate di Cos (460 – 377 a. C.). Il medico greco Galeno di Pergamo (129 – 216 d. C.), che esercitò a Roma come medico di corte dell'imperatore Marco Aurelio, diede una sua dettagliata interpretazione della lombalgia attribuendola ad irritazione dei muscoli e delle vertebre lombari legata allo squilibrio di uno dei quattro umori che nella visione medica del tempo governavano il corpo; egli, con una lungimiranza di qualche millennio, non consigliava alcun approccio chirurgico ma solamente una vigile attesa. L’ipotesi galenica sull’origine del mal di schiena sopravvisse fino al Medio Evo quando fu contrastata dalle teorie spiritualistiche da cui era sorretta la medicina popolare, in base alle quali venivano eseguiti trattamenti di chiara impostazione esorcistica nel convincimento che il malanno derivasse dalla presenza di spiriti maligni. La prima vera descrizione scientifica con visione moderna del mal di schiena risale al Medico italiano Domenico Cotugno, (Ruvo di Puglia 1736, Napoli 1822) che esercitò presso l’Ospedale degli Incurabili di Napoli come Protomedico e fu Rettore dell’Università del regno delle due Sicilie. Egli, da grande studioso dell’anatomia, nel suo “De ischiade nervosa commentarius” del 1764, individuò tra le principali cause del mal di schiena l’infiammazione del nervo sciatico da lui attribuita ad una sostanza acida proveniente dalla cavità cranica o spinale, avendo dedicato grande energia di studio al liquor cerebro-spinale; per tale ragione, la sciatica è stata anche denominata in suo onore malattia di Cotugno. La teoria dell’origine nervosa della lombalgia, opportunamente aggiornata, è stata ritenuta valida sino agli inizi del XX secolo, allorché cominciarono ad affermarsi nuove teorie che posero in discussione la sua esclusiva origine infiammatoria. Di fatti già nei primi anni del 900, anche grazie alla radiologia che cominciava ad emergere come tecnologia diagnostica, si cominciò a postulare l’ipotesi che alla base del mal di schiena vi fossero fattori neurologici e biomeccanici in concorso fra di loro, focalizzando in particolare l’attenzione sul ruolo patogenetico del disco intervertebrale. William Harvey Cushing (Cleveland 1869 – New Haven 1939), famoso pioniere statunitense della Neurochirurgia, già dagli anni ’20 eseguiva nel Massachusetts’ General Hospital i primi approcci chirurgici per la cura della lombalgia; essi costituirono la premessa sulla cui base il chirurgo ortopedico Joseph S. Barr, nel 1938, portò a termine con successo il primo intervento di asportazione del disco intervertebrale in un paziente affetto da sciatica. Quale conseguenza, per i decenni successivi, si affermò nella comunità medica la convinzione che la patologia del disco ed il mal di schiena fossero un binomio inscindibile, cosa che è stata significativamente ridimensionata con l’avvento delle moderne tecnologie di diagnostica per immagini (TAC e Risonanza Magnetica). Dopo di allora altri fattori coinvolgenti le strutture osteo-muscolari quali il reumatismo muscolare, la fibromialgia, i disturbi della statica vertebrale con i relativi meccanismi di compenso ed infine anche i disturbi psicologici sono stati presi sempre più in considerazione come fattori patogenetici che in combinazione fra di loro determinano il mal di schiena.

 
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