Definizione e classificazione - Mauro Colangelo

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Definizione e classificazione

Patologie > Cefalea

Il termine “cefalea” descrive un dolore localizzato in qualsiasi zona della testa o del collo mentre  “emicrania” indica esclusivamente un dolore localizzato  su un solo lato della testa (dalle parole  greche  ἡμι “metà” e  κρανίον “testa”).  


Background storico: La cefalea è uno dei primi malanni di cui si trova traccia nella storia più antica dell’uomo. Taluni Autori ipotizzano addirittura che un reperto fossile di cranio, risalente all’era neolitica e su cui si rileva un foro, possa testimoniare una primordiale “trapanazione” quale tentativo di rimedio alla cefalea (Figura 1). 

Le prime descrizioni di questo disturbo si repertano sia in un documento sumerico, risalente agli albori della civiltà mesopotamica (3000 a. C.) e custodito nella grande biblioteca di Assurbanipal a Ninive che nel papiro egizio Ebers (scritto intorno al 1500 a.C.), ed in entrambi si fa risalire la causa della cefalea alla presenza di demoni e spiriti maligni all’interno della testa. Questa credenza trova riscontro nel mitologico “parto” di Minerva dalla testa di Giove, che Vulcano apre con un colpo di ascia per mettere fine ad una terribile cefalea del Padre degli Dei (Fig. 2). Ma andando oltre queste caliginose e fantasiose interpretazioni, la prima vera descrizione della cefalea, ed in particolare della sua varietà emicranica con aura, si rinviene nel Corpus Hippocraticum, il robusto trattato che raggruppa una settantina di opere, scritto dal Medico greco Ippocrate di Kos (460 – 377 a. C.). Ippocrate (Fig. 3), universalmente considerato il Padre della Medicina che fino ad allora era esclusivamente una pratica ieratica ed in quanto tale appannaggio dei sacerdoti del Dio Asclepio, introdusse il concetto, rivoluzionario per i suoi tempi, secondo cui la malattia così come lo stato di benessere dell’uomo dipendono esclusivamente da fattori pertinenti alla persona stessa e non da superiori interventi divini; pertanto fu ipotizzata anche nel caso della cefalea una causa “umana” sottraendola all’interpretazione imperante di una genesi demoniaca. Il medico greco Galeno di Pergamo (129 – 216 d. C.), che esercitò a Roma come medico di corte dell'imperatore Marco Aurelio, compose una vasta serie di commenti agli scritti di Ippocrate e diede una sua interpretazione dell’emicrania (termine da lui stesso coniato mutando quello di “heterocrania” utilizzato da Areteo di Cappadocia) che egli attribuì ad irritazione delle meningi e dei vasi sanguigni della testa da parte dei “vapori” della bile del fegato. L’ipotesi galenica della possibile causa del mal di testa da squilibrio della bile gialla, uno dei quattro umori che, con bile nera, sangue e flegma governano il nostro corpo, è stata solo in parte contrastata nel Medio Evo da altre teorie, per lo più di natura spiritualistica, ma è resistita fino al XVII secolo quando Thomas Willis, grande studioso dell’anatomia della circolazione cerebrale, sostenne la teoria dell'ipotesi vascolare che, opportunamente aggiornata, è stata ritenuta ancora valida per gran parte del Novecento. Nel 21° secolo la comprensione della fisiopatologia e della genetica delle cefalee ha avanzato a passo di carica ed i risultati della ricerca fanno oggi propendere per una origine neurologica più che vascolare, localizzando il precipuo meccanismo patogenetico nella struttura del tronco encefalico. 


Classificazione

Nel 1962, si riunì un esiguo gruppo di esperti dell’American Medical Association, e costituì un “Ad hoc Committee” col compito di produrre una prima organizzazione tassonomica delle cefalee; un quarto di secolo dopo (1988) si è proceduto alla prima vera classificazione sistematica di cui, nel 2004, è uscito il suo aggiornamento (ICHD-2). Nel 2013, ad opera del Headache Classification Committee istituito dalla International Headache Society (IHS), ha visto la luce la terza edizione denominata ICHD-3 beta version, che è sincronizzata con la ICD-11, la International Classification of Diseases edita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO). Schematicamente, la ICHD-3 si suddivide in tre parti: Cefalee primarie, Cefalee secondarie, Nevralgie craniche (e altri dolori facciali) ed Altre cefalee. In questa catalogazione si identificano ben 217 cefalee, di cui si forniscono descrizione e meccanismo patogenetico. La classificazione è concepita con criterio gerarchico nel senso che la diagnosi può variare entro un range di 5 livelli, essendo i primi due pertinenti alla medicina generale col fine pratico di definire in quale gruppo catalogare il paziente, mentre gli altri livelli competono alla pratica specialistica per una definizione più dettagliata della diagnosi.

 
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