Declino Cognitivo Lieve (MCI) - Mauro Colangelo

Vai ai contenuti

Menu principale:

Declino Cognitivo Lieve (MCI)

Patologie > Demenze


Negli ultimi anni è stato introdotto il concetto di MCI ( Mild Cognitive Impairment ) che, per il vero, risulta alquanto problematico da definire e di conseguenza difficilmente inquadrabile sotto il profilo clinico. Si tratta in sostanza di uno stage di transizione fra la fisiologica riduzione delle prestazioni intellettive legate all’invecchiamento ed i  severi deficit prestazionali legati alla demenza. Secondo uno studio estensivo statunitense risulta che vi è un’incidenza di MCI tra il 12 ed il 18% della popolazione ultrasettantenne. L’MCI può interessare molti domini cognitivi (linguaggio, attenzione, ragionamento, etc.) ma peculiarmente si tratta di soggetti in cui le attività di base risultano conservate ed il quadro deficitario si esprime essenzialmente nell’ambito della memoria (cosiddetto MCI amnesico). Allorché siano coinvolti più domini, in realtà diviene molto discutibile se si tratti di MCI o piuttosto di una forma di demenza in evoluzione.  L’elemento saliente di differenziazione con la malattia di Alzheimer è costituito dall’assenza di incompetenza ecologica, ossia la progressiva incapacità del soggetto a svolgere le attività quotidiane. Deve comunque essere segnalato che i soggetti il cui profilo neuropsicologico soddisfa i criteri per la diagnosi di MCI hanno da 3 a 4 volte maggiori probabilità di sviluppare un quadro di demenza rispetto alla popolazione integra della medesima età. Va ancora sottolineato che al deficit di prestazione intellettiva del MCI  si associa di frequente una condizione di c.d. depressione dell’anziano, fortemente caratterizzata da autocommiserazione e svalutazione di se stesso per cui il soggetto presenta introversione e rifiuto del contatto sociale, che aggrava ulteriormente il quadro cognitivo.


 
Torna ai contenuti | Torna al menu