Conclusioni - Mauro Colangelo

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Conclusioni

Patologie > Mal di schiena

Dalla esposizione delle cause e dei meccanismi con cui si produce la lombalgia appare abbastanza evidente come nella maggior parte dei casi essa sia la risultante di più problemi di ordine fisico, psicologico, posturale e lavorativo, concatenati fra di loro. Si è detto che la causa scatenante più frequente del mal di schiena acuto sia costituita da una lesione muscolare, stiramento o strappo, mentre un mal di schiena di lunga durata possa essere conseguenza di una lesione dei dischi oppure di una degenerazione vertebrale di tipo artrosico o di tipo osteoporotico. E’ stato illustrato come i quadri clinici delle forme croniche differiscano fra di loro, variando dalla sciatica ad altre sindromi dolorose, in relazione ad una diversa patogenesi, che include il conflitto disco-radicolare, l’artrosi delle faccette articolari, la stenosi del canale, la spondilo-listesi, il cedimento strutturale sino alla frattura patologica della vertebra. E’ in ragione di questa complessità che il mal di schiena implica un approccio globale al paziente, che è condizione essenziale per individuarne l’esatto determinismo e per delineare le possibilità di terapia che, con strategie diverse, devono conseguire i seguenti obbiettivi:

• ridurre il dolore più rapidamente e più a lungo possibile;
• prevenire la nocività dei fattori scatenanti, rafforzando i muscoli della schiena e correggendo gli errori di postura;
• rassicurare il paziente;
• nei casi in cui sia strettamente necessario, eliminare chirurgicamente una causa ben individuata;
• insegnare l’uso di taluni accorgimenti per comportarsi e muoversi in maniera da “assecondare” il proprio problema.

Da questo si deduce che, particolarmente nel trattamento delle forme croniche, la prevenzione diviene parte integrante della terapia del mal di schiena, che va allenata con regolarità con idonei esercizi di rafforzamento e di stretching da svolgere almeno due o tre volte alla settimana, che il paziente può praticare su indicazione del medico sia in maniera individuale che sotto la supervisione di un fisioterapista.

Per concludere, lo Specialista più competente in questa materia può essere variamente individuabile nella figura del Neurologo o del Neurochirurgo o dell’Ortopedico o del Fisiatra che dovrebbe integrare l’orientamento del Medico di famiglia, che per primo indaga le cause del problema ed affronta l’approccio globale alla persona.

 
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